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L'auto per i nostri figli? Low Cost ed ecologica

di Alessandro Pasi

 

Sapete qual'è l'età media di un cliente italiano di un'automobile nuova? 46 anni. Tre anni in meno della media europea.

E avete un'idea di quanti under trenta acquistino un'auto usata? Più del 30%. Come dire: l'ingresso nel mondo dell'automobile, per i giovani, non è dalla porta principale ma da quella secondaria delle vetture usate.

La radiografia dei clienti auto è merito di una società che di mestiere finanzia gli acquisti, Findomestic. Interessata a capire, ovviamente, cosa sta accandendo sul mercato. Ma, dati anagrafici a parte, dalla ricerca, effettuata su scala europea, escono anche due indicazioni molto importanti.

La prima: i giovani italiani, sempre in media, possono spendere per l'auto, aiutati tante volte dai genitori, una cifra intorno ai 13 mila euro. Il che vuol dire portarsi a casa un'utilitaria o poco più e neanche tanto accessoriata. Oppure rivolgersi alle marche low-cost, verso le quali i ragazzi non nutrono, sempre secondo Findomestic, alcun pregiudizio: comprerebbe un'auto essenziale, senza troppi optionals, il 69% degli intervistati.

La seconda indicazione è però molto più interessante, perchè apre nuove prospettive per le Case automobilistiche, smentendo il luogo comune che chi è giovane vuole sgommare e tirare le marce al limitatore. La coscienza ecologica, tra i ragazzi, si sta affermando sempre di più. Un plebiscito: quasi la metà degli under trenta guarda con interesse all'auto ecologica (ibrida o elettrica) e il 76% utilizzerebbe di più la macchina se fosse alimentata (in tutto o in parte) a batterie. Più entusiasti di noi ci sono soltanto i portoghesi, che arrivano all'80%.

Va da sè il ragionamento finale. Guardate quanto costano le ibride e le prime elettriche in arrivo, si parte da più di 25 mila euro. Tornate indietro di qualche riga: il budget dei giovani non arriva alla metà di questa cifra. Chi ci mette il resto? Il credito al consumo? Certo. Basta restituire il prestito in comode rate.

Ma forse potrebbe mettercelo il Governo. In questo caso, aiutare i giovani avrebbe un doppio valore: incentivare il futuro della mobilità verde e quello generazionale e sociale.

 

Panorama Auto - luglio 2011

 

 

 
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